Le novità del Decreto Ristori quater

Le novità del Decreto Ristori quater

In Gazzetta ufficiale n. 297 è stato pubblicato il “Decreto-Legge 30 novembre 2020, n. 157” nel quale troviamo “Ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, meglio noto come Decreto Ristori quater[1], con il quale vengono stanziate risorse aggiuntive per un ammontare di 8 miliardi, che fanno seguito al nuovo scostamento di bilancio.

Il decreto consta di tre titoli, rispettivamente il Titolo I riguardante “Disposizioni in materia fiscale e contributiva”, il Titolo II riguardante “Sostegno alle imprese, all’economia e al lavoro” e il Titolo III comprensivo di “Ulteriori misure urgenti”. Siamo, dunque, di fronte a un decreto con il quale il Governo prende misure a sostegno dei lavoratori, dei professionisti e delle imprese fortemente colpiti dalla pandemia. È utile, dunque, avere una summa delle novità più rilevanti per quanto concerne questo ambito, che riassumerò qui di seguito.

Proroga del termine di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP

Nell’art.1 viene specificato che il versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap sarà prorogato «per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato», mentre per coloro tra questi i cui ricavi o compensi non siano «superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto» e che abbiano subito «una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», la proroga sarà estesa fino al 30 aprile 2021. Tale proroga si applica anche alle attività che in seguito al Dpcm del 3 novembre 2020 sono state oggetto di restrizioni, dunque anche i ristoranti nelle regioni arancioni e tutte le attività chiuse in zona rossa, a prescindere dal volume del fatturato.

Sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre

Nell’art.2, sempre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 con un calo registrato del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019, sono previste sospensioni di:

  • versamenti delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto;
  • versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali.

Tali versamenti sono sospesi anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019 e per quelle aziende che sono state oggetto delle misure restrittive a partire dal Dpcm del 3 novembre 2020.

Ulteriori proroghe ed estensione codici Ateco

Negli artt.3-4-5 vengono altresì prorogati:

  • al 10 dicembre 2020 i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap;
  • al 1° marzo 2021 i termini per le definizioni agevolate previste dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (Cura Italia), estendendo conseguentemente il termine per saldare le rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” in scadenza nel 2020.
  • i versamenti relativi al quinto bimestre dell’anno (settembre-ottobre 2020) del saldo del prelievo erariale unico sugli apparecchi delle sale gioco. L’80% del dovuto potrà «essere versata con rate mensili di pari importo, con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno. La prima rata è versata entro il 22 gennaio 2021 e le successive entro l’ultimo giorno di ciascun mese successivo; l’ultima rata è versata entro il 30 giugno 2021».

Nell’art. 6, invece, vengono estese le attività a cui sono destinati i contributi a fondo perduto (quelli di cui si fa menzione nell’art.1 del Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137), specificando in allegato i singoli codici Ateco di rifermento[2].

Indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e degli incaricati alle vendite

Con l’art.9 viene erogata un’indennità (una tantum) di 1.000€ per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo gravemente colpiti dall’emergenza epidemiologica. Altre categorie che hanno accesso a questo indennizzo come ad esempio gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo[3] ed anche gli stagionali non appartenenti al settore del turismo o degli stabilimenti termali, ma che abbiamo cessato involontariamente il rapporto di lavoro, gli intermittenti e i venditori a domicilio.

Disposizioni circa associazioni sportive e lavoratori dello sport

Negli artt.10-11 si legifera in ambito sportivo. Da un lato, si incrementa di 92 milioni la dotazione del Fondo unico per il sostegno delle associazioni sportive e società sportive dilettantistiche; e dall’altro viene erogata per i lavoratori dello sport[4] un’indennità, per il mese di dicembre, di 800€ da parte di Sport e Salute spa.

Misure per il sostegno dei settori turismo e cultura e per l’internazionalizzazione

Con l’art.12 viene preso in considerazione tutto il settore della convegnistica e delle fiere, per il quale sono stanziati 350 milioni di euro come ristoro per le ingenti perdite subite, incrementando il Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali precedentemente istituito il Decreto Rilancio. La dotazione del Fondo viene inoltre incrementata per le emergenze del settore dello spettacolo, cinema e audiovisivo con 90 milioni per il 2021 e per il sostegno del turismo (agenzie di viaggio, tour operator e trasporto passeggeri bus turistici scoperti) con 10 milioni per il 2020. Tali ristori, inoltre, non concorreranno alla formazione della base imponibile per le imposte sui redditi, né saranno calcolati tra gli interessi passivi né per calcolare il valore della produzione netta dell’azienda. Per quanto riguarda invece il sostegno all’internalizzazione si incrementa, per il 2020, la disponibilità del Fondo rotativo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici, per un ammontare di 500 milioni di euro.

Fondo perequativo

Con l’art.23 viene istituito (per il 2021) un Fondo (dotazione di 5.300 milioni di euro) per la realizzazione della perequazione delle misure fiscali e di ristoro che sono state concesse con i vari provvedimenti emergenziali a causa dell’emergenza COVID-19. Esso sarà dunque destinato a quei soggetti che hanno beneficiato di sospensioni fiscali e contributive e che registrano una significativa perdita di fatturato.

Avv. Nicola Bruno


[1] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/11/30/297/sg/pdf, a questo link è possibile consultare il testo integrale del Decreto in oggetto, come da pubblicazione in G.U. Tutti virgolettati all’interno di questo articolo, non altrimenti specificati con nota a piè di pagina, citano testualmente il decreto come da Gazzetta Ufficiale.

[2] Consultabili nell’Allegato 1 della G.U. al link https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/11/30/297/sg/pdf, pag.13.

[3] Indennità valida per coloro che abbiano «almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione né di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato» o che abbiano «almeno 7 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro».

[4] Coloro che sono titolari di rapporti di collaborazione con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva e le Società e Associazioni sportive dilettantistiche riconosciuti dal Coni e dal Comitato Paralimpico.