Natale 2020, aziende e novità del Codice in arrivo

Natale 2020, aziende e novità del Codice in arrivo

Questo Natale 2020 è del tutto particolare, sotto ogni punto di vista e, dunque, anche per quanto concerne la situazione delle aziende (gradi e piccole), dei liberi professionisti, dei consumatori, delle start-up e di tutte le realtà che mandano avanti la macchina Paese. Nel mio studio, come ormai sapete, una delle branche del diritto di cui ci occupiamo maggiormente è quella societaria, delle procedure concorsuali, delle situazioni di crisi d’impresa e proprio in merito a questi delicati temi l’anno che sta per concludersi è stato molto importante tanto da costituire molto probabilmente una specie di spartiacque tra un prima e un dopo 2020.

La pandemia ha inciso profondamente sugli assetti societari e sulle dinamiche aziendali, e lo ha fatto proprio in un momento in cui il diritto stava aggiornando la materia fallimentare che, con il nuovo Codice di Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza che sarebbe dovuto entrare in vigore nell’agosto 2020, avrebbe modificato la sua ratio con la finalità di operare nell’ottica del salvataggio delle imprese e della loro continuità, adottando la liquidazione come estremo rimedio cui ricorrere solo in assenza di alternative altre. Tuttavia, per consentire a tutti i soggetti coinvolti, vista l’emergenza, di operare secondo una disciplina già nota e consolidata e per dare il tempo al sistema economico di assestarsi dopo la fase più acuta dell’emergenza economica, si è rimandata l’entrata in vigore di tale codice a settembre 2021.

Nonostante tale rinvio, alcune modifiche sono state ritenute agevolative a tal punto da dover entrare in vigore immediatamente andando a generare una situazione legislativa abbastanza complessa in cui la legge precedente coesiste al fianco di alcuni specifici articoli del Codice di futura attuazione. In particolare, proprio nei giorni prima di Natale, è stato approvato in Senato il maxiementamento sostitutivo del disegno di legge del primo decreto Ristori, che se approvato anche alla Camera, porterebbe all’anticipo dell’entrata in vigore di quegli articoli del nuovo CCI che trattano la materia del sovraindebitamento. Questo ovviamente con lo scopo di tentare di fornire degli strumenti di aiuto per quanti tra imprenditori (ma anche famiglie) si trovino in difficoltà economica a seguito dell’emergenza da Covid-19. Tra queste modifiche, ad esempio, troviamo «l’estensione a favore dei soci, illimitatamente responsabili, degli effetti dell’accordo di composizione della crisi proposta dalla società ai suoi creditori; novità sulle procedure familiari, dove i componenti della stessa famiglia potranno presentare un’unica procedura di composizione della crisi, quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un’origine comune»[1]; novità circa la figura del debitore incapiente che, nel caso in cui non possa offrire ai creditori nessuna utilità, nemmeno in prospettiva futura, potrà solo per una volta accedere all’esdebitazione.

Proprio in tema di sovraindebitamento, una notizia di queste ultime settimane che ho trovato interessante è la nascita a Milano e a Napoli di uno Sportello Sociale Anticrisi promosso da Monica Mandico che durante il webinar intitolato “Natale sovraindebitato per famiglie e imprese” ha affermato: «Per due milioni di italiani sarà un Natale sovraindebitato. L’emergenza sanitaria è diventata una bomba sociale, parliamo di uomini e donne, padri e imprenditori alle prese con gravi situazioni debitorie. […] Rispetto a dieci anni fa, quando scoppiò la bolla Lehman Brothers, il numero di italiani indebitati è raddoppiato. E si prevede che nei prossimi cinque anni un milione e mezzo di case saranno pignorate e vendute all’asta, a un valore di mercato bassissimo»[2]. Proprio per sostenere questo mare di persone in crisi nasce lo Sportello che avvalendosi di professionisti esperti nel campo cercherà di essere un puntello per le PMI e per i consumatori affinché possano trovare delle valide soluzioni in grado di fargli superare la crisi e liberarsi dai debiti. Anche il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Napoli Partenope, Federico Alvino, ha sottolineato l’importanza della nascita di questo sportello che potrà costituire un grende aiuto per i cittadini sovraindebitati e che non sono a conoscenza di quali strumenti la legge gli mette a disposizione per superare la crisi.

Proprio le modifiche normative di cui parlavo poc’anzi (e quelle che entreranno in vigore il prossimo anno) costituiscono una buona base di partenza per cercare di arginare la piaga del sovraindebitamento e modificare anche la mentalità comune circa questa materia ridando anche «dignità umana al sovraindebitato»[3], come ha detto Renato Torsello, Gestore e ausiliario referente OCC. Se infatti la legge 3/2012 recante “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”, ci aveva dotato di strumenti importanti per fronteggiare le situazioni di crisi, introducendo ad esempio uno strumento per l’esdebitazione dei cosiddetti “insolventi civili” (consumatori e piccole imprese non assoggettabili al fallimento), è stata però considerata complessa e farraginosa non trovando molto spesso accoglimento nella prassi. Ecco perché, dunque, la venuta del nuovo codice acquista grande valore, contenendo dentro di sé lo scopo di dare compimento alla precedente normativa, rendendola più chiara e snella.

Per tutti questi motivi, a partire dal prossimo anno affronterò approfonditamente su questo blog tutte le novità che entreranno in vigore a settembre 2021, per cercare di fornire un agile strumento di consultazione per chi volesse restare aggiornato riguardo tutte le modifiche che saranno apportare con il Nuovo Codice di Crisi d’Impresa.

Avv. Nicola Bruno