D.L. Sostegni Bis: una summa delle novità

D.L. Sostegni Bis: una summa delle novità

In data 25 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.123 il testo definitivo del cosiddetto Decreto Sostegni Bis (D.L. n.73/2021) nel quale sono contenute importanti e urgenti misure di sostegno connesse all’emergenza da Covid-19 e rivolte in particolare a imprese, professionisti, giovani, servizi sanitari e territoriali. Tutti i vari interventi hanno portato allo stanziamento complessivo di circa 40 miliardi di euro (extra deficit).

Il Presidente Draghi nel presentare durante la conferenza stampa il testo definitivo ha sottolineato che lo scopo di questi provvedimenti è quello di cercare di accompagnare il Paese nei prossimi mesi che saranno caratterizzati dalle riaperture e, dunque, saranno senz’altro positivi, ma comunque costellati da evidenti difficoltà dovute al lungo periodo precedente di chiusura. Qui di seguito cercherò di sintetizzare le novità più rilevanti in seno alle tematiche connesse con le imprese, i lavoratori e la ripartenza economica.

 

Riattivare l’economia: sostegno a professionisti, imprese, lavoratori

Si è ripensato il meccanismo alla base calcolo degli indennizzi giungendo a un nuovo pacchetto di contributi a fondo perduto per i professionisti e per i lavoratori di determinati settori che punta ad ampliare la platea dei beneficiari cercando di fornire ristori che siano più coerenti con l’effettiva perdita subita a causa del Covid-19 (per uno stanziamento complessivo di 15,4 miliardi di euro):

  • proroga dell’indennità una tantum e onnicomprensiva per lavoratori stagionali, del turismo e dello spettacolo (1.600 euro);
  • ulteriore contributo a fondo perduto per i soggetti con partita IVA e i professionisti;
  • erogazione di contributi in favore dei lavoratori frontalieri estesa fino al 2021;
  • 800 euro di indennità una tantum per gli operai agricoli che abbiano svolto nel 2020 almeno 50 giornate di lavoro complessive;
  • 950 euro di indennità una tantum per i pescatori autonomi, che non siano titolari di pensione o di altre forme previdenziali obbligatorie;
  • indennità corrisposta in favore di professionisti con disabilità in qualità di reddito di ultima istanza;
  • indennità stanziata da Sport e Salute S.p.A. per i collaboratori sportivi (secondo le modalità elencate nell’art. 44 del Decreto stesso).

 

Come sostegno all’economia e per abbattere i costi fissi delle imprese, invece, sono state principalmente previste le seguenti misure:

  • erogazione di un credito d’imposta per i mesi da gennaio a maggio 2021 nel caso di canoni di locazione e affitto di immobili che non siano a uso abitativo e che abbiano registrato perdite del 30% rispetto allo stesso periodo nel biennio 2019-2020. E se le imprese appartengono al settore turistico-albeghiero, la misura è estesa a luglio 2021;
  • esenzione, per esercizi commerciali e attività colpite dalla pandemia, della Tari;
  • proroga del contributo statale per il pagamento di utenze elettriche, che non siano a usi domestici, fino a luglio 2021;
  • incremento del Fondo per l’internazionalizzazione delle imprese;
  • incremento del Fondo per gli operatori del turismo invernale (100 milioni di euro);
  • incremento del Fondo per il sostegno delle attività collaterali relative a eventi, matrimoni e parchi tematici (120 milioni di euro);
  • istituzione del Fondo per il Sostegno delle Attività Economiche Chiuse (dotazione di 100 milioni di euro). Il Fondo è riferito a tutte quelle attività di cui sia stata disposta la chiusura tra il 1° gennaio 2021 e la data di conversione del decreto;
  • differimento (fino al 30 giugno 2021) della sospensione delle attività di riscossione.

 

Come sostegno per il proseguimento dei provvedimenti che tutelano lavoratori e lavoratrici sono state anche introdotte alcune misure affinché sia affiancato dallo stato il mercato del lavoro nella delicata fase di uscita dalla crisi pandemica:

  • stanziamento di ulteriori quattro mensilità di REM (Reddito d’Emergenza) per i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre 2021;
  • sospensione della progressiva riduzione NASpi, prevista ogni mese a partire dal quarto mese di fruizione;
  • introduzione del contratto di rioccupazione (dal 1° luglio al 31 ottobre 2021) quale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato per incentivare l’inserimento di lavoratori in stato di disoccupazione nel mercato del lavoro (chi assume con questo contratto potrà accedere, per un periodo massimo di sei mesi, dell’esonero al 100% dei contributi previdenziali, a condizione che non abbiano effettuato nei 6 mesi precedenti licenziamenti individuali nello stesso settore occupazionale);
  • estensione del contratto di espansione anche per le imprese con 100 unità lavorative in organico;
  • proroga della CIGS di sei mesi per le aziende che abbiano una particolare rilevanza strategica sul territorio, nel caso in cui abbiano avviato il processo di cessazione aziendale;
  • incremento per il 2022 del Fondo sociale per occupazione e formazione (125 milioni di euro).

 

Infine, per garantire l’accesso al credito, sostenere la liquidità per le imprese e incentivare la capitalizzazione sono state introdotte specifiche misure, sia estendendone alcune precedenti già in vigore, sia attuandone di nuove:

  • proroga della moratoria sui prestiti (fino al 31 dicembre 2021), che sarà applicata alla quota capitale delle esposizioni oggetto di moratoria, grazie alla rimodulazione ed estensione dell’efficacia della Garanzia Italia Sace e della disciplina speciale del Fondo di Garanzia PMI;
  • introduzione, nell’ambito del Fondo PMI, di uno strumento di garanzia pubblica a supporto dei crediti a medio lungo termine da utilizzare come finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo da un lato, e di programmi di investimento di imprese fino a 500 dipendenti, dall’altro;
  • stanziamento di 2 miliardi di euro per favorire la patrimonializzazione delle imprese, prevedendo un regime transitorio straordinario della disciplina dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE) per gli aumenti di capitale fino a 5 milioni di euro. Il relativo beneficio fiscale potrà essere poi trasformato in credito d’imposta per il 2021;
  • estensione della possibilità di utilizzare in compensazione (2021) il credito d’imposta per gli investimenti effettuati nello stesso anno (annoverandoli tra i cosiddetti beni ‘ex super ammortamento’) anche ai soggetti con ricavi maggiori ai 5 milioni di euro;
  • introduzione di agevolazioni fiscali transitorie per far affluire capitale da parte di persone fisiche in piccole e medie imprese impegnate nel settore dell’innovazione e in start-up;
  • incremento di 2 milioni di euro per il limite annuo di crediti d’imposta compensabili o rimborsabili, così che si favorisca lo smobilizzo di crediti tributari e contributivi.

 

Sono presenti anche svariate altre misure nel DL Sostegni Bis, come ad esempio le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa per i giovani con un ISEE fino a 40.000 euro e l’istituzione di un Fondo apposito per il sostegno delle famiglie vulnerabili (per quest’ultimo stanziati ben 500 milioni), ma qui per evidenti motivi di spazio ho preferito concentrarmi in special modo su quelle misure che riguardano più da vicino il mondo delle imprese e del lavoro, sperando che agevolino nel concreto una pronta ripartenza del Paese.

Avv. Nicola Bruno